Hai aperto da un po’ un account aziendale su Instagram, mantenuto fede al piano editoriale ed ottenuto un successo di visualizzazioni ed engagement crescente dei tuoi post.
Se, dopo che sono passati alcuni giorni, ti accorgi di un drastico e costante calo di interesse ed interazioni da parte del tuo pubblico, una delle possibili cause è da attribuire al temuto shadowban di Instagram.
Nota bene che, quando parlo di “drastico”, intendo una decrescita di circa il 70% della copertura; per essere “costante”, invece, non si considerano gli andamenti altalenanti della curva che non dipendono dallo shadowban.
Che cos’è lo shadowban
Lo shadowban IG, come intuibile dal nome, è un tipo di penalizzazione che rende meno visibili alcuni contenuti nella sezione hashtag e si tratta di un problema abbastanza serio dato che, su Instagram, gli hashtag sono uno degli strumenti più importanti per essere trovati.
Grazie ad essi il nostro profilo viene categorizzato e, se usati con criterio, rendono nota la nostra nicchia di appartenenza ad Instagram ed identificano in modo corretto il contenuto presente nella foto o video che pubblichiamo.
Lo shadowban però, è diverso dal ban tradizionale di Instagram che può avvenire, tra le altre, per ragioni come:
– un’aggressiva e ripetuta azione di follow, invio di messaggi diretti e like ad altre pagine/post (il contrario del “like onesto” insomma);
– la pubblicazione di materiale protetto da copyright;
– la violazione delle linee guida della community.
A differenza dello shadowban, quando un profilo viene penalizzato in questo modo da parte di Instagram, la piattaforma può applicare diversi tipi di penalizzazione, tra cui il blocco temporaneo delle azioni. A meno da non richiedere formalmente ad Instagram di riattivarlo, l’account da bannato perde totalmente la sua visibilità.
Ciò non accade con lo shadowban che invece non ti fa apparire solo agli utenti che non ti seguono.
Come vedremo tra poco, un altro dei maggiori problemi che rende insidioso lo shadowban è il fatto che spesso chi gestisce o possiede l’account incriminato non ne sia neanche consapevole.
Esiste davvero?
Anche se è dal 2006 che il termine “shadowban” è stato coniato per descrivere un modo di scoraggiare lo spam e i comportamenti equivoci sui forum online, complice anche il fatto che Instagram si sia sempre mantenuto vago sull’argomento, è solo da pochi anni che ha fatto sempre più di frequente capolino tra i dibattiti che riguardano i metodi che Instagram, ma anche Twitter, utilizza per proteggersi da contenuti che vengono ritenuti sospetti (o “borderline”).
Sebbene Instagram non abbia effettivamente rilasciato comunicazioni ufficiali che ne confermerebbero l’esistenza, dal 2019, anche a seguito di un incontro di Facebook per promuovere una maggiore attenzione ai contenuti pubblicati sui social, IG si è trovata ad affermare laconicamente di aver “iniziato a ridurre la diffusione di post inappropriati che non vanno contro le Linee Guida di Instagram.” (tradotto ed estratto da Techcrunch)
Il mai esplicitamente citato fenomeno di shadowban quindi farebbe sì che un post non idoneo, anche se non rimosso completamente, finisca per essere comunque nascosto.
Inoltre, è importante notare che se proviamo a fare i furbi con ciò che pubblichiamo il social network è in grado di scoprirci facilmente grazie alla capacità del suo algoritmo di individuare e riconoscere il contenuto di immagini e video.
Per funzionare l’algoritmo dovrà però essere prima “Istruito”. A questo proposito Instagram si impegna a formare i propri moderatori di contenuti su tutto ciò che deve essere considerato borderline: nel momento in cui vengono individuate delle violazioni alle policy interne in una pubblicazione, queste andranno ad aggiungersi alle categorie che porteranno l’algoritmo ad identificare ed oscurare autonomamente i post inadeguati.
Come scoprire se si è vittime dello shadowban
Come già accennato, lo shadowban di Instagram penalizza la sezione dedicata agli hashtag, ma anche in qualche modo quelle relative ai Popular ed Esplora.
Solo i follower che già seguono il tuo profilo potranno visualizzare il post sospetto nel feed, ma esso apparirà in basso rispetto agli altri, anche se più recente. Ciò ovviamente comporterà un calo di possibilità di una monetizzazione della foto o del video.
Dato che lo shadowban non si manifesta in modo evidente, ecco allora alcuni suggerimenti per capire se hai ricevuto questa elusiva penalizzazione:
- Il modo più semplice è provare a pubblicare qualcosa con un hashtag non troppo popolare, per evitare di dover passare troppo tempo a cercare la tua immagine tra milioni di pubblicazioni e rischiare di non vederla perché subissata dalle altre. A questo punto, chiedi a 5 persone che conosci, e che non ti seguono, di controllare se la vedono: come puoi immaginare, se non gli apparirà potresti essere a rischio di ban.
- Dato che è difficile accorgersi dello shadowban se si è loggati con il proprio account, se non sai come trovare conoscenti che non siano già tuoi follower, puoi accedere ad Instagram con un altro profilo e controllare, idealmente usando un altro dispositivo. Non va infatti sottovalutato il potere maligno dei cookies, perciò, prima di ogni azione, procedi ad una bella ripulita del sistema da cronologie e file temporanei in memoria.
- In alternativa puoi provare ad accedere al tuo browser in modalità incognita, creare prima un nuovo indirizzo Gmail e poi associarvi un nuovo profilo, restando in incognito. Dopo questi passaggi, effettua una ricerca del tuo post tra gli hashtag. Ricorda di non prestare troppa attenzione a ciò che compare nella sezione popular poiché cambia in continuazione, ma tra gli ultimi contenuti. Se neanche usando questo metodo riesci a trovarlo, allora molto probabilmente la tua pagina aziendale Instagram è stata colpita dallo shadowban.
Come evitare lo shadowban
Un altro piccolo grande inconveniente dello shadowban riguarda il fatto che non esiste un elenco ufficiale dei termini o dai contenuti da cui tenersi alla larga. Neanche i termini di servizio di Instagram fanno riferimento a regole precise da seguire.
E purtroppo non si sa neanche con certezza se questo ban possa cadere anche sulle stories o no, o come viene stabilito che un post ricada nella categoria da bannare completamente o solo tra i “non raccomandati”.
La cosa migliore da fare allora è seguire quanto già presente nel regolamento del social circa ogni contenuto che possa andare contro le linee guida della piattaforma.
Per rispettare le guidelines IG generali occorre, quindi:
– non utilizzare hashtag proibiti che fanno riferimento a immagini di violenza, di nudo, a tema sessuale, troppo esplicite o scioccanti, a spam o fake news.
Se quanto sopra citato non risponde al tuo caso, potresti scoprire di essere stato vittima di shadowban perché:
- hai utilizzato un hashtag bannato da instagram senza accorgertene, per questo consiglio sempre verificare se è bannato o no prima di pubblicare il post con l’hashtag;
- il tuo account è stato segnalato da uno o più utenti.
Come superare lo shadowban
Per non perdere visibilità per colpa dello shadowban bisogna agire quanto prima possibile. Una volta appurato che il problema sia reale, anche se non deriva da nessuno dei punti precedenti, puoi rimuovere lo shadowban così:
- se hai fatto ricorso a dei BOT per aumentare l’engagement della pagina, bloccali immediatamente. Anche se a volte può sembrare una scorciatoia comoda e veloce per aumentare il numero di follower, sarebbe sempre meglio non utilizzare i BOT. Due motivi? Non sono autorizzati da Instagram e, non interagendo attivamente, portano a far diminuire l’engagement e, di conseguenza, la nostra copertura;
- a volte, per scelta stilistica o per superare il limite dei 30 hashtag nella descrizione del post, si crea un commento per aggiungerne altri. Se la tua pubblicazione presenta questa caratteristica, elimina il commento con gli hashtag extra;
- non pubblicando nulla e non interagendo con like, commenti o dm per 72 ore. L’azione migliore da fare è, quindi, quella di far finta di sparire per un po’ da Instagram.
Non appena l’ordine sarà ristabilito e riusciremo a far visualizzare da tutti i nostri post, è meglio adeguare il proprio piano editoriale ad un ritmo leggermente più lento, non abusare con l’uso degli hashtag ed andarci piano con i follow ed i like ad altri.
(Se hai dei dubbi su come sviluppare un piano editoriale adatto alle tue esigenze, posso aiutarti)
Instagram shadowban tester
Una menzione finale va fatta su quelli che sono i cosiddetti shadowban tester, siti che vengono utilizzati per verificare lo stato dei profili contro questo tipo di penalizzazione.
Testare gli account è semplicissimo: basta inserire il nome della pagina nella barra di ricerca dell’applicazione per effettuare una scansione dell’ultimo post o il link di ciò che vogliamo controllare, ed in pochi secondi saprai se sei stato o meno colpito dal ban. In caso affermativo ti verrà comunicato anche per quali hashtag.
Purtroppo a quanto pare, secondo varie testimonianze che hanno utilizzato gli shadowban instagram tester come metodo parallelo di controllo, si è dimostrato quanto questi non siano attendibili.
Il motivo risiede nel fatto che i risultati ricavati da vari test hanno mostrato molti profili colpiti, mentre in realtà non lo erano poiché, effettuando invece i controlli sopra menzionati, tutti i post apparivano regolarmente visibili.
Insomma, non esiste ancora una vera e propria scorciatoia per testare il proprio profilo dallo shadowban diversa dai suggerimenti che ti ho elencato.
Quindi, ora che sappiamo come evitare e difenderci dallo shadowban, non ci resta che prestare più attenzione a ciò che postiamo e a come lo facciamo.