Caso studio @tentazionemakeup
Laura si è rivolta a me per la prima volta a metà luglio. Si è confidata con me dicendo che per circa un anno ha utilizzato dei bot per crescere su Instagram, ma poi, quando ha capito che non è un metodo efficace per crescere, ha smesso e da quel momento il suo profilo è sprofondato in una continua perdita di follower.

Grafico della decrescita di @tentazionemakeup da settembre 2018 a luglio 2019 preso dal sito di Ninjalitics
Mi aveva contattata perché la disperazione era tanta e la capisco benissimo. Laura ha da sempre creato contenuti molto utili, è una make up artist e in pratica riesce a spiegare anche ad imbranate come me come truccarsi e quali errori è meglio evitare, quindi vedere tutti quei contenuti “sprecati” la faceva star male.
Durante la consulenza la prima cosa che ho fatto è stato avvisarla: guarda, Laura, che la strada è lunga, ma moooolto lunga. Tutto è fattibile ma ci vuole impegno, costanza e perseveranza.
Le ho spiegato che il primo passo fondamentale è iniziare a fare una pulizia dei follower, ovvero eliminare quelli inattivi, chiamati anche ghost follower.
La copertura dei post dipende anche dalle interazioni che il post riceve. Instagram mostra il nostro post a chi ci segue e se loro non interagiscono (perché hanno iniziato a seguirti una volta ricevuto il tuo follow, ma non perché realmente interessati ai tuoi contenuti) l’algoritmo reputerà il post poco interessante. Di conseguenza lo mostrerà a meno persone che, di conseguenza, interagiranno meno. E’ un cane che si morde la coda.
Laura ci spiega come ha fatto la pulizia:
“Manualmente ho eliminato uno ad uno tutti i profili che mi sembravano fake: senza immagini, senza immagine profilo, persone palesemente non interessate al mio settore. Avrei voluto farlo con un programma, sarebbe stato più rapido, ma temevo non fosse abbastanza accurato.”
Bisogna tener conto anche dei limiti di pulizia dei follower per non rischiare l’effetto contrario. L’algoritmo non sa che stai facendo una pulizia di conseguenza vede questi follower andarsene e il ragionamento che fa “il profilo non è più interessante, lo mostrerò meno”. Ho scritto un post dove spiego come fare questa pulizia nei migliori dei modi.
Il secondo passaggio fondamentale per recuperare l’account era lavorare sull’engagement. In questo modo si poteva provare ad attivare e svegliare un po’ quei follower che magari erano davvero interessati ai contenuti ma non riuscivano a vedere il post nella home. Laura ci racconta che:
“L’engagement quando c’era il bot era alto, ma non avevo molti riscontri in termini di DM, commenti. Dallo stop dei bot è sceso sempre di più, lo è anche adesso in realtà. In compenso vedo un grosso miglioramento nelle interazioni, i follower salgono e con loro anche le interazioni.”
Ad agosto ho lanciato un corso sulle caption (didascalie) della durata di una settimana dove spiegavo come strutturare un piano editoriale e come scrivere didascalie che si fanno commentare da sole. Laura ha partecipato al corso e ha fatto diligentemente tutti i compiti riuscendo a smuovere le acque.
Ultimo passaggio, ma non per importanza era avere una solida strategia di crescita, sia per il periodo DURANTE la pulizia follower che DOPO. Questo è stato fondamentale perché dopo un periodo di stallo il suo profilo è ripartito ad avere una crescita costante.
Per comodità ho diviso il grafico in tre parti:

- Prima della consulenza e subito dopo quando Laura ha avviato la pulizia dei follower.
- Periodo in cui Laura ha iniziato a seguire il mio corso sulle caption. La qualità delle didascalie è migliorata e questo ha suscitato più interazioni con i suoi follower.
Ha lavorato anche su altri aspetti:
“è stato un lavoro importante fatto soprattutto nelle stories. Non mi mostravo mai in viso per cui, pur avendo contenuti interessanti, ben scritti e stimolanti, le persone non si erano affezionate, perché di fatto non mi conoscevano davvero. Iniziare a mostrarmi nelle stories e spostare lì parte dei contenuti è stata la svolta. I Freebie e le collaborazioni con altre instagrammer hanno fatto il resto!”
In parallelo ha lanciato il suo primo freebie che ha colmato un po’ il drastico calo dovuto alla pulizia dei follower. - Dal lancio del secondo freebie a fine agosto – inizio settembre come vedete è ritornata a crescere.
Conclusioni e mie riflessioni
Mi ricordo benissimo i messaggi di Laura dopo la prima consulenza. Era molto triste perché i risultati non sono arrivati immediatamente e serviva perseverare. Oltre a dirle di continuare a lottare per il suo profilo io a questo punto potevo fare poco. Le avevo già dato gli strumenti necessari per crescere: doveva solo utilizzarli!
Il merito che adesso questo profilo sia rinato non è mio, ma di Laura. Io le ho fornito le conoscenze, ma se lei non le avesse applicate con costanza e senza mai arrendersi credetemi, non avrebbe mai ottenuto questi risultati.
La strada è ancora lunga perché adesso bisogna lavorare sull’engagement e cercare di migliorare quello, ma la tenacia di Laura non lascia alcun dubbio che ci riuscirà.